Recensione: Sherlock Holmes e il caso del Dottor Freud
Michael Sheperd
Sherlock holmes e il caso del Dottor Freud
pp. 122 Avverbi Edizioni 2002
In questo bril
lante scritto l’idea di fondo è che i metodi classici della psicanalisi (analisi del transfert, interpretazione dei sogni etc..) siano di utilità discutibile e poco utili considerando il tempo che richiedono. A supporto di questo l’autore cita libri come Il caso di Marilyn M. e altri disastri della psicanalisi di L. Mecacci, nel quale l’autore sostine che i casi (o alcuni di essi) riportati da freud siano i risultati di una sua ricostruzione personale.Il libro si snoda sul parallelismo di queste due figure, analizzandone una delle due per comprendere l’altra e viceversa; come quando usa giuduzi attribuiti a Holmes, e cito:“Holmes è un imbecille ispirato, la classica caricatura del detective dilettante”, per insinuare nel lettore il dubbio che lo stesso metodo sia stato utilizzato dal padre della psicanalisi, o ancora:”le deduzioni di Holmes sarebbero valide perchè il lettore ne viene suggestionato, sospendendo le sue capacità critiche” e ancora:“ il modo di procedere di holmes, benchè venga esaltato come deduttivo e logico, è in realtà intuitivo e illogico, ma è così deliziosamente umano da essere molto più gradevole di quello che si trova in altri romanzi molto più noiosi” (Il motivo di queste affermazioni lo lascio scoprire a voi) fino ad arrivare ad una definizione di “MITODO” (mito + metodo). concludendo, una lettura alternativa, sicuramente forte, ma mai scontata.













