Recensione: Sherlock Holmes e il caso del Dottor Freud

by Matteo Radavelli on febbraio 10, 2010

Michael Sheperd
Sherlock holmes e il caso del Dottor Freud
pp. 122 Avverbi Edizioni 2002

L’altro giorno,quasi per caso, mi è capitato in mano un libretto di neanche 100 pagine, da un titolo particolare: Sherlock Holmes e il caso del Dottor Freud. Ciò che mi ha incuriosito è stata proprio l’accoppiata, dato che non sono un particolare estimatore di entrambi ho pensato:” se è come in matematica – con – fa +; se poi ci sommate che a scriverlo è stato Michael Sheperd mi sono detto che una sfogliata la meritava. In realtà dopo averlo letto penso che meriti qualcosa di più, tanto per farvi capire di cosa sto parlando, vi cito le domande di fondo del libro:” Freud ha scoperto i segreti della psiche umana con lo stesso rigore e la stessa implacabile capacità di attenzione ai dettagli con cui il principe dei detective scopriva gli autori dei delitti. O no? Cosa avevano realmente in comune i due oltre all’interesse per la cocaina in una fase della loro vita? Cosa significa la parola Mitodo?”
In questo brillante scritto l’idea di fondo è che i metodi classici della psicanalisi (analisi del transfert, interpretazione dei sogni etc..) siano di utilità discutibile e poco utili considerando il tempo che richiedono. A supporto di questo l’autore cita libri come Il caso di Marilyn M. e altri disastri della psicanalisi di L. Mecacci, nel quale l’autore sostine che i casi (o alcuni di essi) riportati da freud siano i risultati di una sua ricostruzione personale.
Il libro si snoda sul parallelismo di queste due figure, analizzandone una delle due per comprendere l’altra e viceversa; come quando usa giuduzi attribuiti a Holmes, e cito:“Holmes è un imbecille ispirato, la classica caricatura del detective dilettante”, per insinuare nel lettore il dubbio che lo stesso metodo sia stato utilizzato dal padre della psicanalisi, o ancora:”le deduzioni di Holmes sarebbero valide perchè il lettore ne viene suggestionato, sospendendo le sue capacità critiche” e ancora: il modo di procedere di holmes, benchè venga esaltato come deduttivo e logico, è in realtà intuitivo e illogico, ma è così deliziosamente umano da essere molto più gradevole di quello che si trova in altri romanzi molto più noiosi” (Il motivo di queste affermazioni lo lascio scoprire a voi) fino ad arrivare ad una definizione di “MITODO” (mito + metodo). concludendo, una lettura alternativa, sicuramente forte, ma mai scontata.

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