La positiva esperienza Norvegese della Mediazione Familiare Obbligatoria
In Norvegia la Mediazione serve soprattutto per aiutare i figli ad elaborare il cambiamento familiare. Le ricerche hanno dimostrato che dopo sette ore di Mediazione è possibile individuare una cooperazione efficace e produttiva sia per i bambini sia per gli adulti. E’ opportuno sottolineare che solo la presenza alle sedute di Mediazione sono obbligatorie: le parti non sono obbligate a raggiungere un accordo. Con la Mediazione Obbligatoria vengono anche valutate le capacità genitoriali, in questo modo il governo potrà decidere in che luogo dare la residenza stabile al bambino. Dal 1995 se l’accordo viene trovato volontariamente è possibile avere l’affido congiunto.
La Norvegia si caratterizza inoltre per essere, insieme ad Andorra, un Paese che ha messo in atto un valido programma di informazione riguardo alla mediazione familiare attraverso materiale scritto e l’utilizzo dei media.
In conclusione, seppure la mediazione obbligatoria possa risultare ancora discutibile, l’intera comunità Europea si è trovata concorde, nella terza conferenza Europea sulle leggi familiari avente come soggetto “Leggi familiari nel futuro” (Cadiz, Spagna, 20-21 aprile 1995), nel considerare l’importanza della mediazione e di altri processi utili alla risoluzione delle dispute familiari e nell’esame di una possibile preparazione di uno strumento internazionale contenti i principi relativi ad essi.
Ciò che viene raccomandato rispetto ai servizi riguardanti le dispute familiari, con una particolare attenzione alla separazione e al divorzio sono in sintesi:
• Promuovere l’approccio consensuale.
• Proteggere gli interessi del bambino, in particolare quelli legati alla custodia;
• Minimizzare le conseguenze emotive-affettive.
• Supportare la continuità della relazione con entrambi i genitori.
• Ridurre i costi economici e sociali delle separazione e del divorzio sia per le famiglie che per lo Stato.
L’esperienza positiva della Norvegia dovrebbe portarci a concentrarci sulla tutela dell’interesse del bambino, piuttosto che combattere per il carattere imprescindibile della non obbligatorietà (….come se la Mediazione Familiare fosse l’unico servizio educativo non obbligatorio…. ).
J.WALKER, Introduction to family mediation in Europe and its special characteristics and advantages, in Family mediation. Europe 4th European Conference on family law. Strasburgo 1-2 ottobre 1998, Germany, Council of Europe publishing, 2000, p.26
S. 26 Marriage act; http://www2.law.uu.nl/priv/cefl/Reports/pdf/NorwayApp02.pdf
J.L.RENCHON, Espace-rencontre nella comunità francese del belgio, in in C. MARZOTTO e P. DALLANEGRA, (a cura di) Continuità genitoriale e servizi per il diritto di visita. Esperienze straniere e sperimentazione in Italia, Milano, Vita e Pensiero, 1998, p.8













[...] La Mediazione Familiare Obbligatoria a tutela dei bambiniBy Azzurra Spreafico – marzo 23, 2010Posted in: pedagogia Non c’è autore che non parli della mediazione familiare come una strategia educativa che, per essere efficace, deve essere libera, voluta e svincolata dal contesto processuale. Non vi sono dubbi riguardo al fatto che l’accesso volontario a un servizio, quindi la richiesta di aiuto, renda l’intervento decisamente più efficace. Non è detto però che con l’obbligo non si possa effettuare alcun tipo di intervento educativo. Anche nell’atto coercitivo vi è lo spazio per le scelte personali e un occasione per prendere consapevolezza e esprimere i propri bisogni. Quando la conflittualità dei genitori diventa pericolosa per il minore la Mediazione Familiare dovrebbe diventare obbligatoria. [...]
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