Insegnare le “buone maniere” ai bambini: consigli pratici per educatori, genitori e psicologi
La cosiddetta buona educazione non ha tempi, è sempre di moda! Alcune buone maniere sono condivise socialmente, poichè ogni persona si aspetta che queste “regole” vengano rispettare da entrambi gli attori. Insegnare la buona educazione significa apire le porte a un’esperienza positiva di socialità al vostro bambino.
Attenzione però, non esiste una buona condotta in assoluto in quanto questa è socialmente determinata, ovvero “generata” dalla società in cui viviamo. Questo ambito di indagine è però dell’antropologia; nel mio post mi riferirò alla buona educazione per quanto riguarda l’Italia e più in generale i Paesi Occidentali.
Ecco alcuni consigli pratici
1. I genitori devono essere il primo esempio di buona educazione! Concetto scontato? Faccio un esempio: dovete vestire il piccolo che però ha in mano un giochino. Chiesto di darvi il gioco il bambino non obbedisce e voi lo strappate di mano. Un anno dopo al nido le educatrici riportano che il bambino strappa di mano spesso i giochi e il materiale dei suoi compagni….. pazienza e amorevolezza avrebbero probabilmente evitato questa condotta poco gentile.
2. Il gioco del telefono: simulate delle telefonate in cui insegnare al bambino come si risponde a una chiamata, come si saluta, come chiedere di una persona e a parlare in modo lento e chiaro. E’ un’occasione anche per insegnare i numeri di emergenza (pronto soccorso, carabinieri e vigili del fuoco) e il numero di casa propria.
3. Party in famiglia: preparate una finta festa e, mentre il bambino impersonerà l’organizzatore dell’evento, voi farete gli invitati. Questa è un’ottima occasione per insegnare la buona educazione del padrone di casa (acooglienza degli ospiti, presentazioni, riponimento di borse e cappotti nel guardaroba) e sopratutto, le buone maniere a tavola ( apparecchiare, uso delle posate, tovagliolo, gomiti, rifiuto di cibi non graditi etc…).
4. Prima di giocare spiega che cosa ti aspetti dal tuo bambino, ovvero “racconta” quali sono i buoni comportamenti da adottare nelle situazioni sopracitate. Accetta gli errori e correggili in privato, in modo gentile e delicato.













Questo articolo mi ha riportato alla mente un fatto che ho sentito ieri al telegiornale della mia città e che sta facendo molto discutere. Si tratta del provvedimento che un preside ha preso nei confronti degli alunni della sua scuola elementare; siccome i bagni della scuola sono sempre sporchi, ha deciso di farli pulire ai bambini. Qui i dettagli: http://www.leggilo.net/8195/padova-bambini-di-scuola-elementare-devono-pulire-i-bagni.html
Avrà ragione? Oppure è un provvedimento esagerato per bambini così piccoli?
Cara Elisa, ti ringrazio per lo spunto di riflessione (ho appena letto l'articolo).
Penso che sicuramente non c'è una ricetta però tenterò comunque di risponderti. Inanzitutto, dall'articolo, si percepisce arrabbiatura su tutti i fronti: il preside, i genitori, gli alunni e probabilmente anche i collaboratori scolastici. Mi sembra una scelta vissuta da tutti come una punizione.
Detto ciò, mi chiedo: ma perchè i bambini sporcano il bagno? Per scherzo? Per disattenzione? Per maleducazione? Per poca cura delle cose di tutti? Perchè sono sovrappensiero? Perchè non sanno bene come funziona?
In ogni caso mi sembra che qualunque sia la risposta, i soggetti più interpellati siano i genitori. Sono mamma e papà che dovrebbero preparare i piccoli ad usare correttamente e con rispetto il bagno.
Il bagno, secondo me, lo dovrebbero pulire i genitori e nel frattempo "formare" i loro bambini.
Cosa ne pensi elisa?
Azzurra
Hai ragione, Azzurra, ciò che dici mi pare molto sensato. In effetti, leggendo l'articolo, ho avuto l'impressione che i bambini fossero soliti sporcare il bagno di proposito, probabilmente per gioco. Anche se fosse questo il caso, comunque, come hai detto tu, la cosa migliore è che i genitori, prima di partire a testa bassa con la punizione, si prendano cura di insegnare ai bambini come si usa un bagno, perché è importante che sia pulito e come si deve fare per non sporcarlo.
Quello che proponi è giusto, ma va considerato anche il comportamento degli adulti quando parlano tra loro, siano essi genitori od estranei.
Una cosa da valutare sempre è l'apprendimento per osservazione ed imitazione; non basta insegnare in un dato momento, il comortamento corretto deve proseguire praticamente per sempre. Ma è possibile? io credo di no.
Sono d'accordo con te Francesco; infatti, Il primo punto della mia lista è che i genitori devono dare il primo esempio, devono essere i primi testimoni in quanto educatori con la E maiuscola.
Cosa ne pensi?