Il TERMOMETRO SOCIALE: la temperatura influenza la percezione delle relazioni

by Matteo Radavelli on marzo 5, 2010
La nostra lingua è ricca di modi di dire che collegano i sentimenti e il comportamento verso gli altri alla tempertura. Basti pensare a i “sentimenti caldi” per qualcuno, alla “calda accoglienza” o ad uno “sgurado gelido”. Per quale motivo sono presenti così tante metafore, legate alla temperatura, che si riferiscono alla “distanza” sociale? Secondo George Lakoff, professore di Scienze Cognitive e Linguistica dell’Università di Berkeley, California, noi giudichiamo gli altri tramite il “calore” a causa di concetti astratti, come l’affetto, che sono radicati nelle nostre sensazioni corporee.
Uno studio condotto nel 2008 da psicologi dell’Università di Toronto ha dimostrato che i soggetti che ricordavano esperienze di emarginanzione fornivano stime della temperatura ambientale più basse rispetto a che invece ricordava esperienze di integrazione sociale. H. Ljzerman e Gun R. Semin, dell’Università di Utrecht hanno dimostrato, in un articolo pubblicato su Psychological Science, che la temperatura influisce sulla percezione dei rapporti sociali e sul linguaggio utilizzato per descriverli.

I due ricercatori hanno reclutato 33 studenti i quali, in un primo esperimento, sono stati invitati, al loro arrivo in laboratorio, a tenere in mano una bibita mentre lo sperimentatore era apparentemente concentrato sull’installazione di un questionario nel computer. Dopo aver compilato il questionario (non collegato allo studio) i soggetti sono stati invitati a scegliere un conoscente e a valutare loro stessi e il conoscente all’interno della scala Inclusion of Other in Self (IOS). Questa consiste in un insieme di diagrammi volti a misurare il grado di sovrapposizione con gli altri: tanto maggiore è il grado di sovrapposizione tanto maggiore sarà la prossimità sociale tra le due persone (i ricercatori parlano più di prossimità percepita rispetto a prossimità fisica).

All’inizio dell’esperimento i soggetti erano stati suddivisi in due gruppi; al gruppo “caldo” era stata data una bevanda calda, mentre al gruppo “freddo” ne è stata data una fredda. I risultati hanno mostrato che il grado di sovrapposizione individuato con la persona scelta, da ciascun partecipante, è stato significativamente maggiore nei soggetti a cui era stata consegnata una bevanda calda rispetto a coloro che ne avevano ricevuta una fredda. Analogamente un recente studio ha dimostrato che soggetti a cui era richiesto di tenere in mano una tazza di caffè caldo giudicavano gli altri come più generosi e premurosi rispetto a chi teneva in mano una tazza di caffè freddo.

In un secondo esperimento Ljzerman e Semin hanno esaminato se la temperatura ambientale influenzava il linguaggio nella descrizione di una situazione sociale simulata. 52 partecipanti sono stati invitati a sedersi o in una stanza fredda (15-18 gradi) o in una stanza calda (22-24 gradi) per visionare un breve filmato di scacchi animati, che successivamente avrebbero descritto con le loro parole. Lo sperimentatore ha prima registrato le loro risposte (secondo le categorie linguistiche) e successivamente li ha invitati ad utilizzare la scala IOS per descrivere il loro rapporto con lui. Le analisi statistiche hanno evidenziato che i soggetti nella stanza calda hanno utilizzato termini più concreti per descrivere il filmato e si sentivano più vicini allo sperimentatore rispetto ai soggetti nella stanza fredda.

I ricercatori hanno infine esaminato se la temperatura potrebbe influenzare la percezione delle relazioni tra oggetti in un compito percettivo. Sono stati selezionati altri 39 studenti a cui è stata mostrata una figura rappresentante un triangolo composto da tre triangoli più piccoli. Successivamente gli sono state mostrate altre due figure (un triangolo composto da quadrati e un quadrato composto da triangoli) e gli è stato chiesto di giudicare quale di queste fosse più simile a quella iniziale (in figura trovate i 3 disegni presentati). Ai fini del compito quella più simile è il triangolo composto da quadrati poichè il rapporto tra i componenti è lo stesso, anche se le propietà dei componenti stessi sono diverse.

I partecipanti sono stati anche in questo caso sottoposti alla suddivisione nelle stanze “calda” e “fredda” durante l’esecuzione del compito e successivamente è stato proposto anche a loro il filmato degli scacchi animati. I risultati hanno mostrato che i partecipanti nella stanza calda hanno avuto un punto di vista relazionale maggiore, rispetto ai soggetti nella stanza fredda, nel giudicare la somiglianza tra figure e, come nell’esperimento precedente, hanno utilizzato un linguaggio più concreto per descrivere quanto visto nel filmato.

In linea con i precedenti lavori, questo studio dimostra che la temperatura ha un effetto diretto sulle relazioni sociali e influisce sul linguaggio e la percezione delle relazioni tra oggetti. L’idea di fondo di queste conclusioni è che i processi mentali sono radicati nelle sensazioni corporee; in particolare questa idea fornisce un’ulteriore prova che i rapporti interpersonali, fondamentali per ognuno di noi, sono fortemente legati alla temperatura. Sembrerebbe inoltre che la relazione tra cognizione sociale e temperatura sia bi-direzionale, poichè temperature più calde inducono prossimità sociale, mentre la solitudine fa sentire le persone più fredde. In termini di funzioni cerebrali vi è prova che una parte del cervello (insula) sia coinvolta nella trasformazione del calore sia psicologico che fisico.

Bibliografia
- Fonte: Neurophilosophy
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