Editoria per l’infanzia: Sette Robinson su un’isola matta

by Sara Pinotti on marzo 17, 2010
Il tema della ricerca di indipendenza dal nucelo famigliare si sviluppa non solo tramite l’allontanamento effettivo dai genitori ma anche, e soprattutto, attraverso la graduale presa di consapevolezza delle proprie risorse e capacità. Così capita che all’interno della stessa famiglia siano i bambini e i ragazzi a prendere in mano le situazioni e ad autorientarsi nel proprio processo di crescita. Questo può avvenire sia attraverso il gioco-imitazione del comportamento dei parenti, per sentirsi ‘più grandi’, oppure tramite dei piccoli atti di crescita individuale che avvengono nella vita di tutti i giorni o in occasione di esperienze straordinarie. A volte infatti sono i bambini stessi che si dimostrano più abili dei genitori ad affrontare le situazioni di difficoltà, riuscendo, anche grazie alla propria fantasia, a trovare le soluzioni migliori.Bianca Pitzorno, Sette Robinson su un’isola matta, Mondadori, Milano, 2000 ( prima edizione Bietti, 1973 )

Che cosa faranno una mamma, una figlia, quattro nipoti e ad un anziano marinaio, una volta naufragati su una misteriosa isola deserta? Sette Robinson su un’isola matta racconta la bizzarra avventura di questi personaggi che si ritrovano trasportati su un’isola dalla corrente marina, dopo avere finito la benzina della piccola barca su cui navigano.
Lo splendido luogodove i sette si ritrovano ha di sicuro già un nome così bello che i naufraghi decidono di non ribattezzarlo ma ci si affezionano subito. Il merito è delle misteriose curiosità che questo paradiso naturale offre: dal ritrovamento di una piccola sirena alla presenza di attrezzatissime strutture turistiche sparse per l’isola stessa, tutte però completamente deserte!
E come dei nuovi Robinson Crusoe (ma grazie al supporto di alcuni comodi espedienti tipici della società contemporanea, come un supermercato), i naufraghi si ingegnano a sopravvivere e sono i bambini della compagnia a prendere in mano la situazione e ad organizzare questo nuovo forzato soggiorno, lasciando ai due adulti ben poca possibilità di scelta.
Non bisogna pensare però che la presenza di attrezzate strutture turistiche faciliti il compito arduo di affrontare una nuova realtà; uno dei maggiori pensieri dei sette è il dispiacere di sapere gli altri componenti della famiglia preoccupati ad aspettare il loro ritorno …. anche se nel finale il lettore, insieme ai giovani protagonisti, scoprirà che l’isola ha stipulato un contratto particolare con il signor Tempo e che non tutte le avventure che viviamo sono destinate a lasciare un segno tangibile sulla pelle. I bambini, ma anche i grandi, scopriranno che quando agiamo consapevolmente, allegramente e senza paura, il segno più grande che potremo notare sarà quello che ci portiamo dentro come ricordo.

Sara

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3 Responses to “Editoria per l’infanzia: Sette Robinson su un’isola matta”

  • paopasc scrive:

    Sempre interessanti le dinamiche all'interno di piccole comunità senza contatti con l'esterno. In questo caso sembrerebbe ben assortita per la presenza di adulti non in competizione tra loro (donna adulta e anziano) e cinque presumibili individui giovani. La presenza contemporanea di diverse fasce di età inibisce la conflittualità all'interno di ogni micro-gruppo (per esempio solo ragazzi o solo adulti).

  • lapsike scrive:

    Si, le conflittualità sono inibite non solo dalla presenza di individui di diverse fasce d'età ( cosa che da sola potrebbe portare anche alla non comprensione reciproca fra bambini piccoli-ragazzini-adulta-anziano ). L'isola diventa ovviamente un luogo di collaborazione e se, da una parte, le differenze d'età aiutano a compensare i limiti reciproci, dall'altra la presenza stessa della necessità di sopravvivere, unita alla grande voglia di avventure di tutti i personaggi più piccoli, fa essa stessa da collante anti-conflittualità. Di litigi ce ne sono, come in ogni ambito della vita ( la Pitzorno non si nasconde certo dietro un'idilliaca isola della 'gioia' ) ma nei momenti critici i personaggi sanno rimboccarsi le maniche e agire per il bene del gruppo. Resta forte comunque anche la componente di soddisfazione individuale e anche il piacere dello stare insieme, come nel capitolo dedicato alla festa di compleanno dello 'zio' Silvestro.

    Sara

  • chicca scrive:

    carino questo libro lo lessi quando avevo si e no una decina d’anni! lo pubblicano ancora? mi piacerebbe regalarlo alla mia cuginetta!
    non so se potete aiutarmi, quando andavo alle elementari la suora al sabato prima di andare a casa ci leggeva un libro di cui purtroppo non ricordo il titolo, ricordo solo che ci piaceva moltissimo e che ridevamo come matti, è la storia di un ragazzino meridionale di nome Serafino che emigra al nord…è poco ,lo so, ma qualcuno ha una vaga idea di che libro potesse essere??

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