Diagnosticare il Disturbo Reattivo di Attaccamento
Il disturbo di attaccamento è un disordine derivante da un trauma al processo di attaccamento avuto nei primi tre anni di vita. L’attaccamento è un processo fondamentale nella crescita del bambino, specialmente per quanto riguarda le capacità sociali, relazionali ed emotive. La relazione con l’adulto porta, fin da piccolissimi, ad immagazzinare dei “modelli” su come relazionarsi con gli altri e su come agire nel mondo. Quando questa catena si spezza, o peggio non viene mai creata, si può trasformare in un fattore ambientale altamente disturbante della crescita del piccolo. Non è determinante che un cattivo attaccamento generi una determinata condizione: sicuramente però è un fattore probabile di rischioche, come tale, va tenuto sotto controllo e colmato con altri fattori ambientali favorevoli alla buona crescita.
Ovviamente solo uno psicologo, uno psicoterapeuta o un neuropsichiatra può diagnosticare un disturbo di attaccamento.Tuttavia ho deciso di riportare qui di seguito alcuni dei sintomi principali, spiegati in modo molto semplice e comprensibili a tutti, in modo da poter fare una prima osservazione mirata e eventualmente, inviare agli specialisti e alle strutture idonee il bambino con la famiglia.
In generale si potrebbe dire che il bambino con suddetto disturbo ha modalità di relazioni sociali notevolmente disturbate e inadeguate per il livello d’età, laddove non vi siano altri disturbi dei ritardi di sviluppo.
Alcuni sintomi del Disturbo di Attaccamento:
- Mancanza di contatto oculare
- Affetto “rapido” e incondizionato agli estranei
- Non affettuoso con i genitori
- Distruttivo verso sé stesso, gli altri e gli oggetti
- Crudeltà verso gli animali
- Relazioni povere coi coetanei
- Impossibilità di controllare gli impulsi, iperattività
- Furto
- Abbuffarsi di dolci
- Linguaggio inadeguato per l’età
Una volta che il disturbo sia stato diagnosticato da uno specialista, vanno individuate necessariamente anche le cause, in modo da permettere un intervento tempestivo e maggiormente efficace.
Tra le cause possiamo trovare:
- abuso sessuale o psicologico
- rifiuto o il frequente cambiamento dei caregiver
- morte di un genitore
- Ospedalizzazione prolungata del bambino stesso o di un genitore
- Un caregiver incapace rispondere adeguatamente a tutti i bisogni del bambino
- Sofferenza continua
- Uso e abuso di alcool da parte dei genitori
- Adozione e affidamento
- Allontanamento prolungato di un genitore













Certo che è una delle situazioni più sgradevoli, rovinare la pianta sin dal germoglio, anche se questo avviene per situazioni problematiche ingestibili dagli stessi adulti.
Un buon sistema potrebbe essere l’intervento a livello scolastico, magari solo saltuario, di un addetto ai lavori, che osserva i comportamenti dei piccoli per individuare possibili sacche di intervento. Questo non nell’ottica di sottrarre la patria potestà ma, ovviamente, di aiutare chi forse nemmeno sa di averne bisogno e di star facendo danni, spesso difficilmente reversibili.