Consigli pratici per aiutare il bambino disgrafico

by Azzurra Spreafico on ottobre 25, 2010

La disgrafia appartiene ai disturbi specifici dell’apprendimento, diagnosticato dopo che siano state esclusi deficit cognitivi o neurologici. Si tratta di una scrittura molto lenta e molto difficoltosa nella traccia dei segmenti delle lettere o dei numeri. I segnali che possono indurre la richiesta di un approfondimento specialistico, non verranno trattati in questa sede; sono infatti numerosi i libri e i siti in cui trovare gli indicatori del disturbo disgrafico.

Ecco che cosa possono fare i genitori, gli insegnanti, gli educatori e i pedagogisti.

1. Portare il bambino da uno specialista (pedagogista, psicologo o neuropsichiatra) per accertare il sospetto del deficit e per capire a fondo le risorse e i limiti del bambino nell’ambito della scrittura e, della sua persona e del suo ambiente. Questo permette di definire un progetto ad hoc proprio sul bambino. Intervenire solo sul tratto grafico significa puntare maggiormente il dito su “ciò che non va”.

2. Incoraggiare sempre, anche i piccoli miglioramenti; è assolutamente vietato sgridare un bambino disgrafico se non scrive bene, se è lento oppure dicendogli che non si impegna abbastanza.

3. Accompagnarlo nel scegliere e quindi praticare uno sport con costanza: non smetterò mai di ripetere che lo sviluppo motorio è strettamete legato allo sviluppo cognitivo. Nella mia esperienza i bambini disgrafici mostrano spesso goffaggine e difficoltà anche grosso motorie (ecco la necessità di attivare sempre un processo educativo ecologico e globale, mai settoriale – come se una persona potesse tagliarsi in tanti pezzettini-!)

4. Usare i pennarelli piccoli! i pennarelli grossi non vanno bene per le manine piccole dei bambini, abituano ad un’impugnatura errata… molto difficile da correggere col tempo!

5. Proporre schede di pregrafismo, che si possono trovare tranquillamente su internet, in  modo graduale:

LA LINEA:

  • orizzontale
  • verticale
  • obliqua
  • curva
  • tratteggiata
  • aperta
  • chiusa (tutte le forme: cerchio, quadrato, stella…)
  • intersecata
  • ondulata

e ancora….

  • LABIRINTI
  • COLLEGARE DUE DISEGNI
  • SEGUIRE LA LINEA TRATTEGGIATA
  • CERCHIARE

LE SCHEDE: alcuni link per le schede:

linea retta; linee rette e quadrati

percorso didattico graduale;

disegni tratteggiati

labirinti

oggetti da unire con tratteggio

le lettere dell’alfabeto

cerchi e linee curve e intersecate

Un ultima tecnica che ho appreso: “COPIAMOCI!”

Prendere un foglio e dividerlo a metà.

Su una metà fa un disegno il bambino; dopo l’educatore cerca di rifare il disegno del bambino sull’altra metà e dopo? Ci si inverte! Il bambino fa il disegno fatto dall’educatore!

Il divertimento è assicurato!

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3 Responses to “Consigli pratici per aiutare il bambino disgrafico”

  • paopasc scrive:

    sono d’accordo che sviluppo motorio e sviluppo cognitivo siano abbracciati, nel senso che il primo facilita il secondo nella sua parte “motoria”. Uno di questi aspetti è la gestione del ritmo di esecuzione, cose per le quali, per esempio, il balbuziente non presenta il suo difetto cantando.
    Dall’altra parte però, vi è da rilevare come una esuberanza motoria, una competenza molto accentuata, contrasti con l’aspetto analitico e intimistico della conoscenza profonda.
    In questo secondo caso noi osserviamo che maggiore la profusione motoria minore l’introspezione.
    Nella disgrafia, penso, deve migliorarsi il controllo motorio fine, che come osservi è compromesso anche macroscopicamente. In questa fase della crescita una competenza motoria come quella grafica aiuta anche l’appropriazione cognitiva, si comporta cioè come un mediatore di conoscenza, ed è quindi particolarmente grave non curarla per tempo.

  • chiara scrive:

    E’ utile far fare ai bambini disgrafici (9anni) esercizi tipo “brain training”? Grazie, Chiara

  • Ciao Chiara,
    sicuramente brain training non può dare un miglioramento “diretto”. Può invece agire su alcune aree importanti dove i bambini con DSA possono essere deficitari: sto parlando dell’autostima e dell’aumento di concentrazione su un compito.
    Ti segnalo anche l’articolo del mio collega psicologo ” I giochi di brain training non funzionano
    ciao, azzurra

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