ADHD e creatività

by Matteo Radavelli on luglio 21, 2010

L’ADHD è comunemente concettualizzato in termini di deficit d’attenzione, controllo e regolazione motoria; un nuovo paradigma di pensiero però ci aiuta ad osservare in maniera più equilibrata bambini con questa patologia, comprendendo i punti di forza e debolezza della spontaneità, dell’elevata energia e vitalità e della divergenza di pensiero. La stessa caraterizzazione sintomatica del disturbo è costituita da temini negativi, come iperattività, impulsività e distraibilità, che spesso portano a non considerare l’elevata creatività, fantasia e vitalità di questi bambini.

L’ADHD, come la maggior parte di voi sà, è definito da tre grosse categorie comportamentali:

- iperattività: comportamento inquieto e/o nervoso;

- impulsività: incapacità nel controllare gli impulsi e conseguente messa in atto di comportamenti fuori luogo;

- distraibilità: difficoltà d’attenzione focalizzata e soppressione degli stimoli esterni;

come facile immaginare questi bambini sono l’incubo degli insegnanti, considerando anche che un insegnante tradizionale difficilmente sarà attratto ed entusiasmato dall’elevata creatività, dato che questa implica necessariamente anche un elevato controllo e monitoraggio in termini di tempo ed energie.

Quali potrebbero essere i comuni meccanismi sottostanti l’ADHD e la creatività tali da determinare una confusione di giudizio, portando incosapevolmente verso una polarizzazione negativa del disturbo? Dopamina e Neocorteccia hanno sicuramente un ruolo rilevante; è largamente nota la connessione tra la Dopamina e la creatività, nonchè con l’ADHD. In termini più neuroscientifici l’ADHD è caratterizzata da un comportamento neurotrasmettitoriale “bizzarro” (della Dopamina appunto) ed uno sviluppo neuroanatomico della Corteccia Frontale ritardato che, funzionando solitamente da inibirtore, porta al coinvolgimento indiretto di altre aree: aree motorie, Gangli della base e regioni sotto-corticali; che sfociano inevitabilmente in sintomi d’impulsività ed iperattività.

In persone particolarmente creative, soprattutto durante il periodo d’estro, sono noti la perdita di controllo delle regioni frontali su altre aree cerebrali ed elevati livelli di Dopamina, che rendono più probabili le associazioni a distanza.

Sia l’attenzione che la selezione della stessa sono molto sensibili alla Dopamina, che determina un fenotipo più orientato all’eccitazione, alla flessibilità ed alla creatività, che spesso porta ad un comportamento massivamente esplorativo. Le caratteristiche stesse del fenotipo creativo presuppongono movimento (non  solo metaforico) verso la ricerca di nuove combinazioni ed idee per l’esplorazione del territorio. Hartmann stesso definisce l’ADHD come “una differente via di percezione“.

Forse è il momento di smettere d’etichettare negativamente (in:” bambini difficili”) l’utilizzo di comportamenti organizzati differentemente, soprattutto a scuola, ma strutturare un ambiente sull’esaltazione delle loro abilità (e non dei limiti), senza soffocare l’energia, ma esaltando la creatività di questi bambini.

- Fonte: The mouse trap

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5 Responses to “ADHD e creatività”

  • paopasc scrive:

    La cosa che più mi infastidisce è la medicalizzazione forzata di questi soggetti, allo scopo di vendere farmaci. Non credo che si esaurisca così semplicemente l’ADHD, cè una sorta di continuum tra l’individuo francamente iperattivo e perennemente distratto e quello che ha bisogno di distrazioni (ma penso che anche l’ ADHD ne abbia bisogno) ogni tanto, categoria questa molto più ampia. Come sempre, se si potessero tirare le fila di tutte queste analisi potremo effettuare una sintesi: il meccanismo di funzionamento.

  • Ciao Pao,
    scusa il ritardo, ma sono appena tornato a Londra dopo una bella settimana a Milano :-) .

    Anche io penso che l’etichettamento e l’utilizzo di farmaci molto spesso in questi casi vadano a braccetto e che probabilmente solo la sensibilità della persona che ti trovi davanti può fare la differenza nel trattamento del caso. come del resto spesso avviene in psicologia, ma non solo.

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